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Glossario Economico-Finanziario

12 marzo, 2018

E’ importante sapere di economia e di finanza poiché la fiducia si fonda, in primo luogo, sulla comprensione e sul dialogo, che presuppongono un linguaggio comune.

Da qui, l’utilità pratica di questa Rubrica, mensile, che nasce con l’obiettivo di definire il significato di alcuni termini più utilizzati, al fine di facilitare i rapporti con la Banca e migliorare le relazioni reciproche.

La creazione di un linguaggio condiviso è utile e necessaria.

GENERAL AGREEMENT ON TARIFFS AND TRADE – GATT

ACCORDO GENERALE SULLE TARIFFE E IL COMMERCIO

L’Accordo generale sulle tariffe e il commercioGeneral Agreement on Tariffs and Trade (GATT) – è l’unico strumento di disciplina giuridica multilaterale della cooperazione commerciale tra gli Stati nel secondo dopoguerra.
Il GATT, firmato a Ginevra il 30 ottobre del 1947, era il frutto di negoziati paralleli avviati, su iniziativa degli Stati Uniti, dagli Stati partecipanti alla Conferenza dell’Avana per una riduzione degli ostacoli al commercio internazionale. Secondo l’art. XXVI, l’Accordo sarebbe entrato in vigore dopo la ratifica da parte degli Stati rappresentanti l’85% del commercio estero complessivo dei Paesi firmatari; tuttavia, sulla base di un protocollo ad hoc, si convenne di dare attuazione provvisoria al GATT a partire dal 1° gennaio 1948.
Infatti, l’Accordo era stato concepito dagli Stati firmatari come un sistema temporaneo, in attesa dell’istituzione dell’”International Trade Organization” (ITO) che avrebbe dovuto costituire, con il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale, un sistema giuridico organico per la regolamentazione delle relazioni economiche internazionali postbelliche,  tuttavia tale organizzazione non entrò mai in vigore rendendo di fatto l’Accordo generale sulle tariffe e il commercio l’unico strumento di disciplina giuridica multilaterale della cooperazione commerciale tra gli Stati nel secondo dopoguerra.
Negli anni si è assistito ad uno sviluppo della struttura iniziale, con l’istituzione, nel 1960, del Consiglio dei rappresentanti, l’organo decisionale. Sono stati creati, inoltre, vari comitati e gruppi di lavoro, e istituito un Segretariato con un Direttore generale.
A causa dell’originaria assenza di un apparato istituzionale, l’azione del GATT si è svolta essenzialmente attraverso i c.d. “rounds”, cicli di negoziati che hanno condotto, tramite la conclusione di nuovi accordi, a una progressiva liberalizzazione degli scambi commerciali, in particolare attraverso la riduzione delle tariffe doganali. Complessivamente vi sono stati otto rounds: i primi cinque volti quasi esclusivamente alla riduzione dei dazi doganali e di imposizioni di altro tipo sulle importazioni ed esportazioni; i successivi concentrati anche sulle barriere non tariffarie al commercio. Tra i vari negoziati il più importante è stato l’Uruguay round (1986-1994), i cui negoziati, conclusi con l’Accordo di Marrakech del 15 aprile 1994, hanno condotto a una radicale riforma della regolamentazione degli scambi internazionali, nonché all’istituzione dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Il passaggio dal regime giuridico del GATT a quello dell’OMC è stato regolato da alcune decisioni adottate dalle parti contraenti nel dicembre 1994 – in occasione della Implementation conference – secondo le quali il GATT del 1947 avrebbe dovuto estinguersi entro un anno dall’entrata in vigore dell’Accordo OMC.
Tra i due sistemi si è mantenuto, tuttavia, un nesso di continuità, in particolare attraverso il GATT 1994, che è comprensivo del GATT 1947 e delle sue successive integrazioni.
Principio cardine del GATT è l’obbligo di non discriminazione, in virtù del quale le parti sono tenute, in primo luogo, ad accordare automaticamente a tutte le altre parti il trattamento più favorevole concesso a una di esse in materia di dazi doganali o altre imposizioni alle importazioni e alle esportazioni (c.d. trattamento generalizzato della nazione più favorita). Inoltre, esse sono obbligate a garantire, in materia di imposizioni fiscali (o di altro genere) e regolamentazioni interne, la parità di trattamento tra i prodotti importati e quelli nazionali (c.d. trattamento nazionale). Altro principio basilare è il divieto di ricorrere a restrizioni non tariffarie e quantitative all’importazione e all’esportazione; sono presenti, infine, disposizioni in materia di dumping e sovvenzioni governative.
Deroghe al regime generale sono state ammesse in presenza di realtà economiche particolari come, ad esempio la formazione, tra le parti contraenti, di unioni doganali e zone di libero scambio, purché volte alla riduzione degli ostacoli al commercio esistenti e non a introdurre barriere al commercio con le altre parti contraenti. Deroghe sono poi previste a favore dei Paesi in via di sviluppo (PVS), ai quali è consentito applicare restrizioni quantitative per esigenze di sviluppo economico.

WORLD TRADE ORGANIZATION – WTO

ORGANIZZAZIONE MONDIALE DEL COMMERCIO – OMC

L’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) – con sede presso il Centro William Rappard a Ginevra, Svizzera – meglio conosciuta con la denominazione inglese World Trade Organization (WTO), presiede al funzionamento di una serie di accordi multi e pluri-laterali sul commercio internazionale, i più conosciuti dei quali sono gli accordi sullo scambio di merci (GATT), sullo scambio di servizi (GATS), e sulla proprietà intellettuale (TRIPs).
L’OMC è l’organizzazione permanente che si occupa della gestione del commercio internazionale, istituito il 1°gennaio 1995 in seguito alla conclusione dell’”Uruguay Round”, i negoziati che tra il 1986 e il 1994 hanno impegnato i Paesi aderenti al GATT.
Gli accordi dell’OMC, negoziati e firmati dalla maggior parte delle nazioni commerciali del mondo e ratificati nei loro Parlamenti, hanno l’obiettivo di garantire che il commercio scorra nel modo più fluido, efficiente e libero possibile: essenzialmente l’Organizzazione Mondiale del Commercio è il luogo in cui i Governi membri cercano di risolvere i problemi commerciali che devono affrontare, rappresentando attualmente il più importante foro negoziale per le relazioni commerciali a livello internazionale, per la discussione e amministrazione delle controversie in ambiti che si estendono non solo al commercio di beni e servizi ma anche agli aspetti commerciali della proprietà intellettuale, gestisce aspetti di rilievo anche per quanto concerne le tematiche ambientali, i diritti dei lavoratori, i diritti culturali e, più in generale, le c.d. “non trade issues” che in vario modo sono collegate al commercio di beni o servizi.
Secondo l’atto istitutivo, l’Organizzazione fornisce un quadro istituzionale comune per i negoziati commerciali tra i suoi membri, al fine di permettere a questi ultimi di condurre le proprie relazioni commerciali con l’obiettivo di accrescere il tenore di vita dei propri cittadini, assicurare la piena occupazione e un volume crescente di reddito, espandere il commercio di beni e servizi salvaguardando un uso ottimale delle risorse mondiali compatibile con la tutela dell’ambiente. Esso riconosce inoltre la necessità di garantire che i Paesi in via di sviluppo si assicurino una quota nella crescita del commercio internazionale commisurata alle proprie esigenze di sviluppo economico.
Ad oggi ne fanno parte 164 Paesi a cui se ne aggiungono altri 22 con ruolo di osservatori, comprendendo così oltre il 95% del commercio mondiale. L’Italia ne fa parte fin dalla fondazione nel 1995, dopo aver preso parte al GATT dal 30 maggio 1950.
L’attuale Direttore generale è Roberto Azevedo, ex diplomatico brasiliano, insediatosi come sesto Direttore il 1° settembre 2013.

GENERAL AGREEMENT ON TRADE IN SERVICE – GATS

ACCORDO GENERALE SUL COMMERCIO DI SERVIZI

L’Accordo Generale sul Commercio di Servizi – General Agreement on Trade in Services, noto con l’acronimo GATS – è un trattato internazionale, istitutivo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, organizzazione che dall’inizio del 1995, cioè dopo la conclusione dell’Uruguay Round, ha sostituito l’Accordo Generale sulle Tariffe e sul Commercio (GATT) quale foro mondiale per la liberalizzazione degli scambi.
Sebbene un certo numero di termini e di concetti presenti nel GATS siano stati mutuati dal più noto GATT vi sono importantissime differenze. Innanzitutto la copertura del GATS è molto maggiore: la definizione di commercio di servizi tra le righe del GATS, si estende ben oltre la tradizionale nozione di scambio transfrontaliero, passando per l’inclusione del movimento dei consumatori e dei fattori produttivi (capitali e lavoro) fino ad arrivare alla disciplina dei fornitori di servizi (produttori, commercianti, distributori).
L’ampiezza del GATS va tuttavia inserita in una struttura davvero flessibile che ne riduce notevolmente l’invasività. A differenza del GATT, la previsione di restrizioni quantitative o eccezioni al principio del trattamento nazionale non sono proibite a priori, ma sono eventualmente il risultato di negoziazioni e sottoscrizioni di impegni da parte dei singoli Paesi membri. L’applicazione della disciplina GATS è proporzionale a quanto dichiarato e sottoscritto nei c.d. “elenchi nazionali” dai Governi nazionali, e sarà perciò molto difficile trovare due identici programmi di liberalizzazione tra quelli di tutti i membri.
Va chiarito che nonostante l’inclusione dei servizi nel sistema multilaterale degli scambi possa essere considerato il maggior risultato dell’Uruguay Round, l’accordo GATS nel 1995 non ha portato ad una effettiva liberalizzazione dei servizi su scala mondiale, quanto alla definizione di regole vincolanti e di meccanismi per far avanzare in maniera graduale il processo di liberalizzazione.
L’Accordo è composto da una serie di principi di applicazione generale e dagli impegni specifici nei settori. Alcuni principi generali del GATS regolano il processo di liberalizzazione progressiva, che ha luogo attraverso l’assunzione da parte degli Stati membri di impegni specifici in negoziati ciclici. Oltre alle regole sull’assunzione degli impegni specifici nei settori, il GATS contiene anche regole generali già in vigore dalla fine dell’Uruguay Round. Tra queste ricordiamo la clausola della nazione più favorita (NPF), gli obblighi di trasparenza, alcune discipline sui regolamenti domestici e sugli accordi bilaterali di mutuo riconoscimento. Sono parte integrante del GATS anche alcuni allegati, che definiscono regole specifiche ad alcuni settori quali i trasporti aerei, le telecomunicazioni, i servizi finanziari e le persone fisiche.
Nel GATS non si trova una vera e propria definizione di “servizi” cosicché, gli allora membri del GATS, hanno optato per una classificazione aperta del settore dei servizi, di seguito elencati:

  • servizi commerciali;
  • servizi di comunicazione;
  • edilizia e servizi d’ingegneria connessi;
  • servizi di distribuzione;
  • servizi ‘insegnamento;
  • servizi ambientali;
  • servizi finanziari;
  • servizi sanitari e sociali;
  • servizi turistici e connessi;
  • servizi ricreativi, culturali e sportivi;
  • servizi di trasporto;
  • altri servizi.

Le norme contenute nel GATS sono concepite come una disciplina generale, applicabile, in linea di principio, a tutti gli scambi di servizi tra i membri. Le peculiarità e le esigenze di alcuni sub-settori hanno reso necessaria la previsione di regolamentazione speciale mediante l’adozione di pacchetti di norme applicabili solo a determinati servizi. I membri hanno deciso di riunire i servizi che presentavano delle interdipendenze in sub-settori autonomi da disciplinare con norme specifiche. Queste norme sono state poi raggruppate in Allegati al GATS.

THE AGREEMENT ON TRADE RELATED ASPECTS OF INTELLECTUAL PROPERTY RIGHTS – TRIPs

ACCORDO SUGLI ASPETTI COMMERCIALI DEI DIRITTI DI PROPRIETÀ INTELLETTUALE

L’Accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettualeThe Agreement on Trade Related Aspects of Intellectual Property Rights, noto con l’acronimo TRIPs – è un trattato internazionale promosso dall’Organizzazione mondiale del commercio, OMC, al fine di fissare lo standard per la tutela della proprietà intellettuale.
L’Accordo è stato ufficializzato dal GATT al termine dell’incontro avvenuto a Marrakech il 15 aprile 1994, in conclusione del negoziato Uruguay Round e ratificato dall’Italia con la legge 29 dicembre 1994, n. 747.
L’accordo TRIPs stabilisce i requisiti che le leggi dei Paesi aderenti devono rispettare per tutelare la proprietà intellettuale, nell’ambito del copyright, delle indicazioni geografiche protette (IGP), dell’industrial design, dei brevetti, dei marchi di fabbrica registrati e di numerosi altri ambiti.
Il TRIPs stabilisce inoltre le linee guida per l’applicazione delle leggi in materia di protezione della proprietà intellettuale per i ricorsi e per le procedure di risoluzione delle controversie. La protezione e l’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale dovrebbero avere l’obiettivo di contribuire al progresso dell’innovazione tecnologica e facilitare il trasferimento e la divulgazione del sapere tecnologico, al fine di un vantaggio reciproco dei produttori e degli utilizzatori delle conoscenze tecnologiche.
L’accordo TRIPs stabilisce un livello minimo di protezione che ogni Governo deve garantire alla proprietà intellettuale dei membri dell’OMC.
L’accordo TRIPs introduce per la prima volta dei requisiti per le leggi sulla proprietà intellettuale nell’ambito del sistema di commercio internazionale e rimane, attualmente, il più completo accordo internazionale sulla proprietà intellettuale.
La protezione e il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale dovrebbero altresì contribuire alla promozione dell’innovazione tecnologica nonché al trasferimento e alla diffusione di tecnologia, a reciproco vantaggio dei produttori e degli utilizzatori di conoscenze tecnologiche e in modo da favorire il benessere sociale ed economico, nonché l’equilibrio tra diritti e obblighi.
Gli emendamenti aventi come unico scopo l’adeguamento a più alti livelli di protezione dei diritti di proprietà intellettuale raggiunti, e in vigore, in altri accordi multilaterali e accettati nel quadro di tali accordi da tutti i Membri dell’OMC possono essere sottoposti alla Conferenza ministeriale perché questa agisca in conformità all’Accordo OMC sulla base di una proposta unanime del consiglio TRIPs.

Il presente glossario, a cadenza mensile, intende fornire un contributo ad un più corretto inquadramento del quotidiano.