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Glossario Economico-Finanziario

16 aprile, 2018

E’ importante sapere di economia e di finanza poiché la fiducia si fonda, in primo luogo, sulla comprensione e sul dialogo, che presuppongono un linguaggio comune.

Da qui, l’utilità pratica di questa Rubrica, mensile, che nasce con l’obiettivo di definire il significato di alcuni termini più utilizzati, al fine di facilitare i rapporti con la Banca e migliorare le relazioni reciproche.

La creazione di un linguaggio condiviso è utile e necessaria.

Spesometro

Strumento di controllo fiscale riguardante i dati delle fatture emesse e ricevute che tutti i soggetti titolari di partita IVA, imprese e lavoratori autonomi, devono obbligatoriamente inviare all’Agenzia delle Entrate.

È uno degli strumenti in dotazione al Fisco italiano per la lotta all’evasione e l’elusione fiscale, soprattutto quella relativa all’IVA, e in particolare il tax gap tra l’IVA dichiarata e l’IVA effettivamente versata.
Dall’entrata sua entrata in vigore fino a d oggi, la normativa ha subito diverse modifiche.

Art. 21 del dl 78/2010: ha previsto a partire dal 2010 l’entrata in vigore dello Spesometro e quindi dell’obbligo dei soggetti titolari di partita IVA, ad esclusione di determinate categorie d contribuenti, di comunicare tutte le operazioni rilevanti ai fini IVA solo se di importo maggiore alle seguenti soglie:

  • 3.600 euro (lordo IVA) se documentate fiscalmente (scontrino o ricevuta);
  • 3.000 euro qualora soggette all’obbligo di fatturazione.

Art. 2 comma 6 del dl 16/2012: ha modificato la normativa prevedendo che a partire dal 2012, con lo Spesometro vengano comunicate tutte le operazioni per le quali è emessa fattura, con il limite di 3.600 euro per quelle documentate da scontrino/ricevuta fiscale.
Decreto 193/2016 collegato alla Legge di Stabilità 2017 convertito con modificazioni dalla legge 1° dicembre 2016 n. 225: ha abolito il vecchio Spesometro annuale e introdotto il nuovo Spesometro 2017 con due nuove comunicazioni:

  • comunicazione IVA fatture;
  • comunicazione liquidazioni periodiche IVA.

Decreto Milleproroghe: ha confermato per il solo Spesometro fatture 2017, la scadenza semestrale, prorogandone ulteriormente il termine dal 25 luglio al 18 settembre 2017. Tale scadenza è stata poi oggetto di una terza proroga al 28 settembre 2017.
Decreto collegato alla Legge di Bilancio 2018: si passa all’invio trimestrale, lasciando ai contribuenti la possibilità di optare per un invio semestrale. Per effetto del Collegato fiscale la scadenza primo semestre o secondo trimestre slitta al 30 settembre.
Dal 1° gennaio 2019: scatterà la fatturazione elettronica obbligatoria tra soggetti privati e l’emissione delle fatture attraverso il sistema di interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate e contestualmente lo Spesometro verrà abolito e rimarrà in vigore solo per le operazioni con l’estero. 

Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria – CIGO

La Cassa Integrazione guadagni Ordinaria – CIGO – per l’industria e l’edilizia integra o sostituisce la retribuzione dei lavoratori cui è stata sospesa o ridotta l’attività lavorativa per situazioni aziendali dovute ad eventi transitori non imputabili all’impresa o ai dipendenti, comprese le intemperie stagionali e situazioni temporanee di mercato.
La CIGO per l’industria e l’edilizia è stata riformata con D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 148 (“Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro”) e può essere concesso nelle unità produttive in cui è in corso una riduzione dell’orario di lavoro a seguito di stipula di contratto di solidarietà purché si riferisca a lavoratori distinti e non abbia una durata superiore a tre mesi.
La CIGO è corrisposta fino a un periodo massimo di 13 settimane continuative, prorogabile trimestralmente fino a un massimo complessivo di 52 settimane.
L’integrazione salariale ordinaria relativa a più periodi non consecutivi non può superare complessivamente la durata di 52 settimane in un biennio mobile; qualora l’impresa abbia fruito di 52 settimane consecutive di integrazione salariale ordinaria, una nuova domanda può essere proposta per la medesima unità produttiva solo quando sia trascorso un periodo di almeno 52 settimane di normale attività lavorativa.

Reddito di Inclusione – REI

Il Reddito di Inclusione (REI) è una misura nazionale di contrasto alla povertà. Il REI si compone di due parti:

  • un beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (Carta REI);
  • un progetto personalizzatodi attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà.

Soddisfatto il requisito per il beneficio economico, il progetto viene predisposto con il supporto dei servizi sociali del comune che operano in rete con gli altri servizi territoriali (ad esempio Centri per l’Impiego, ASL, scuole, ecc.), nonché con soggetti privati attivi nell’ambito degli interventi di contrasto alla povertà, con particolare riferimento agli enti no profit.
Il progetto coinvolge tutti i componenti del nucleo familiare e prevede l’identificazione degli obiettivi che si intendono raggiungere, dei sostegni di cui il nucleo necessita, degli impegni da parte dei componenti il nucleo a svolgere specifiche attività (ad esempio attivazione lavorativa, frequenza scolastica, tutela della salute, ecc.). Il progetto è definito sulla base di una valutazione globale delle problematiche e dei bisogni da parte dei servizi, insieme al nucleo.
Il beneficio è rivolto a tutti i nuclei familiari in possesso di determinati requisiti di residenza, familiari, economici e di compatibilità.
Il beneficio è concesso a decorrere dal 1° gennaio 2018, per un periodo massimo di 18 mesi, trascorsi i quali non può essere rinnovato se non sono trascorsi almeno 6 mesi. Si precisa che dalla predetta durata massima del REI devono essere, comunque, sottratte le mensilità di Sostegno per l’Inclusione Attiva – SIA – eventualmente già erogate al nucleo familiare.
Il beneficio è disposto dall’INPS successivamente alla comunicazione dell’avvenuta sottoscrizione del progetto personalizzato e decorre dal mese successivo alla richiesta del beneficio.

Reddito di Cittadinanza – RC

Negli ultimi quaranta anni il numero dei Paesi poveri è raddoppiato: il tema della povertà è quindi divenuto uno dei temi più importanti del dibattito politico.
Nel 2017 il Governo Gentiloni ha varato il Reddito di inclusione sociale che ha unificato le diverse misure di contrasto alla povertà già in atto ma, tra le misure di contrasto alla povertà di cui si è più parlato in questi anni vi è appunto il Reddito di cittadinanza.

Diventato famoso in Italia per la proposta di legge del Movimento 5 Stelle, il “vero” Reddito di cittadinanza nasce ed ha una storia diversa.
Parafrasando la celebre definizione di P. Van Parijs “A basic income for all, in What’s wrong with a free lunch”, il Reddito di cittadinanza è un ammontare di reddito pagato dal settore pubblico ad ogni adulto residente (o stabilmente membro di una specifica collettività), ed è pertanto definito uno strumento universalistico.
Da ciò emerge quindi il concetto di cittadinanza originario cui si fa riferimento: più che legale è un concetto sociologico.
In altre parole, è agevole comprendere che il Reddito di cittadinanza trova molte delle sue giustificazioni in argomentazioni di matrice filosofica di tipo egualitario, comunitario e libertario.
Sinteticamente il reddito di cittadinanza nasce come un mezzo per compensare i soggetti che si trovano, dal punto di vista reddituale e lavorativo, in una condizione di svantaggio. La corresponsione del sussidio è uno strumento necessario a garantire la partecipazione del soggetto ai beni della comunità.
Nell’argomentazione libertaria è un sussidio universale: è il mezzo per rinnovare i diritti sociali di cittadinanza, collocando le preoccupazioni di giustizia sociale e le questioni di politica economica in un quadro di riferimento comune.
Il Reddito di cittadinanza, in termini complessivi, viene quindi principalmente giustificato come uno strumento che concorre a definire la piena cittadinanza economica e sociale, al pari di quella giuridica.
Come detto, il tema è tornato ad essere caldo per via delle elezioni politiche 2018, che ha fatto del Reddito di cittadinanza il vero e proprio cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle accusato però di utilizzare tale strumento in maniera impropria.
L’idea originaria di Reddito di cittadinanza è pertanto quella di un reddito per tutti. Per averne diritto non è necessario rispettare nessuna condizione economica o appartenere a qualche categoria sociale. E non è obbligatorio partecipare a programmi di reinserimento lavorativo: basta essere cittadini o, nelle versioni più moderne, residenti regolari da un po’ di anni.
La proposta del Movimento 5 Stelle stabilisce invece una soglia minima che lo Stato deve garantireE chiede ai beneficiari di fare alcune cose: come partecipare a corsi di formazione professionale, non rifiutare più di un numero prefissato di offerte di lavoro ed essere statisticamente poveri. Questa, e altre proposte simili, appartengono alla più ampia categoria del “reddito minimo garantito”.
A un primo sguardo possono sembrare la stessa cosa, ma non lo sono.

  • Il “vero” reddito di cittadinanza consiste in un trasferimento economico di ammontare fisso a tutti i cittadini di uno Stato, che siano ricchi o che siano poveri. Non serve quindi dimostrare di essere poveri per averne diritto e non è necessario intraprendere percorsi di reinserimento lavorativo. Forme di sostegno al reddito con queste caratteristiche sono previste da quasi tutti i sistemi di “Welfare State”;
  • Le misure che tendono a garantire un “reddito minimo” per tutti sono invece indirizzate ai poveri, i quali devono quindi dimostrare di esserlo. Richiedono inoltre la partecipazione a corsi di riqualificazione professionale e ad altre misure di reinserimento sociale e lavorativo: la proposta del Movimento 5 Stelle rientra in questa seconda casistica.

Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – AGCOM

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) è un’Autorità amministrativa indipendente italiana di regolazione e garanzia, con sede principale a Napoli e sede secondaria operativa a Roma, istituita con la legge n. 249 del 31 luglio 1997 (“Istituzione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi di telecomunicazioni e radiotelevisivo”), la c.d. legge Maccanico, dal nome del suo proponente, Antonio Maccanico, il quale si proponeva di fornire una più completa formulazione di una normativa in materia di comunicazione televisiva e nello stesso tempo, anche affrontare le tematiche dell’antitrust, in conformità ai principi di pluralismo già richiamati dalla legge 6 agosto 1990, n. 223 (“Disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato”), la c.d. legge Mammì.
Alla legge Maccanico è affidato il duplice compito di assicurare la corretta competizione degli operatori sul mercato e di tutelare il pluralismo e le libertà fondamentali degli utenti: svolge funzioni di regolamentazione e vigilanza nei settori delle telecomunicazioni, dell’audiovisivo, dell’editoria e, più recentemente, delle poste. I profondi cambiamenti determinati dalla digitalizzazione del segnale, che ha uniformato i sistemi di trasmissione dell’audio (inclusa la voce), dei video (inclusa la televisione) e dei dati (incluso l’accesso a Internet), sono alla base della scelta del modello convergente, adottato dal legislatore italiano e condiviso da altre Autorità di settore, quali Ofcom in Gran Bretagna e Fcc negli Stati Uniti.
Indipendenza e autonomia sono elementi costitutivi che ne caratterizzano l’attività e le deliberazioni.
Al pari delle altre Autorità previste dall’ordinamento italiano, l’Agcom risponde del proprio operato al Parlamento, che ne ha stabilito i poteri, definito lo statuto ed eletto i componenti.
Sono organi dell’Autorità: il Presidente, la Commissione per le infrastrutture e le reti, la Commissione per i servizi e i prodotti, il Consiglio.
Le Commissioni e il Consiglio sono organi collegiali; le Commissioni sono costituite dal Presidente e dai due Commissari; la Commissione per i servizi e i prodotti i è composta dal Presidente, da Antonio Martusciello e da Francesco Posteraro; la Commissione Infrastrutture e Reti è composta dal Presidente, da Mario Morcellini e da Antonio Nicita; il Consiglio è composto dal Presidente e da tutti i Commissari.

Concludendo, il presente glossario – che contiene i vocaboli principalmente utilizzati dalla comunità italiana in un’elencazione certamente non esaustiva – a cadenza mensile, intende fornire un contributo ad un più corretto inquadramento del quotidiano.